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Teologia comparata

La salvezza a confronto

La dottrina della salvezza nelle tre tradizioni: otto dimensioni, grazia e libertà, stato finale

La dottrina della salvezza è il terreno centrale di divergenza fra le tre tradizioni. Ciascuna risponde diversamente a tre domande: chi salva, con quali mezzi e a quali condizioni.

La salvezza secondo otto dimensioni

DimensioneRiformataCattolicaOrtodossa
Peccato originaleCorruzione totale della natura umana; la volontà è in schiavitù. L’uomo non può da sé cercare Dio.Ferita della natura più che corruzione totale: volontà e intelletto sono indeboliti, non distrutti. La ragione naturale resta operante (Trento).Peccato ancestrale (προπατορικὸν ἁμάρτημα): trasmissione della mortalità e di un’inclinazione al peccato, non della colpa di Adamo. Meno giuridico del modello latino.
Iniziativa divinaMonergismo: Dio solo è causa efficiente della salvezza e l’elezione è incondizionata.La grazia preveniente dispone la volontà. Sinergismo: la volontà coopera liberamente (Trento, can. 4-5).Sinergismo (συνεργεία): cooperazione fra grazia divina e libertà umana, né monergismo né semipelagianesimo.
GiustificazioneForense: dichiarazione di giustizia per imputazione, istantanea e compiuta.Reale infusione di giustizia che rende interiormente giusti; progressiva e sacramentale.Termine meno centrale di salvezza, divinizzazione o trasformazione; nessuna dottrina forense elaborata.
OpereNessun merito. Le opere seguono la giustificazione come frutto necessario, non come condizione (Rm 6,22; Ef 2,10).Le opere meritorie cooperano alla salvezza (Trento, sess. VI, can. 32), pur restando la grazia prima.Opere e ascesi — digiuno, preghiera, elemosina — sono mezzi di cooperazione con la grazia e di divinizzazione progressiva.
SacramentiDue: strumenti anziché cause della grazia, la cui efficacia richiede la fede.Sette, operanti ex opere operato.Sette misteri, con assai minore formalismo scolastico; l’intera liturgia è mistagogia.
PurgatorioRespinto: la giustificazione è compiuta e nessuna purificazione post mortem è richiesta (Eb 9,27).Dogma definito: purificazione finale per chi muore in grazia ma non perfettamente purificato.Nessun purgatorio in senso latino; la preghiera per i defunti si fonda sulla misericordia divina.
Certezza della salvezzaPossibile e normale, fondata sulla promessa evangelica anziché sulle opere (Westminster XVIII; Heidelberg 1).La certezza della propria predestinazione non è ordinariamente accessibile (Trento).Non formulata proposizionalmente; la fiducia nella misericordia prende la forma della Preghiera di Gesù.
Stato finaleRisurrezione corporea, giudizio, nuovi cieli e nuova terra (Ap 21).Risurrezione; giudizio particolare alla morte e giudizio universale alla fine.Risurrezione e giudizio da parte di Cristo; l’inferno è affermato, con riserbo sulla sua popolazione.

Grazia e libertà

Agostino e Pelagio

Il dibattito risale al V secolo. Pelagio riteneva che l’uomo conservi la capacità naturale di scegliere il bene e che la grazia agevoli senza essere indispensabile. Agostino riteneva che dopo la caduta la volontà sia asservita al peccato e che solo la grazia efficace e preveniente possa riorientarla. Il concilio di Orange condannò pelagianesimo e semipelagianesimo nel 529, in formulazione moderatamente agostiniana. La Riforma radicalizzò Agostino contro il semipelagianesimo tardomedievale.

PosizioneRuolo della graziaRuolo del libero arbitrioRappresentanti
PelagianesimoAusiliaria e agevolanteIntero e determinantePelagio; condannato a Cartagine (418) e Orange (529)
SemipelagianesimoNecessaria ma non primaAvvia il movimento verso DioGiovanni Cassiano; condannato a Orange (529)
AgostinismoPreveniente, efficace, primaRestaurato dalla grazia per cooperareAgostino, Prospero d’Aquitania
MolinismoPreveniente, con la scientia mediaLibero e determinante entro le circostanze prevedute da DioLuis de Molina (XVI secolo)
CalvinismoIrresistibile ed efficace per gli elettiIl rigenerato vuole liberamente ciò che Dio ha decretatoCalvino, Beza, Dordrecht (1619)
ArminianesimoLa grazia preveniente universale restaura la libertàPuò accogliere o rifiutare la graziaArminio (†1609), Wesley, metodismo

Lo stato finale

Escatologia inaugurata: Cullmann e Dodd

Due paradigmi hanno governato l’escatologia neotestamentaria moderna. Oscar Cullmann propose un’escatologia inaugurata: la vittoria decisiva è stata conseguita a Pasqua, mentre il compimento resta futuro, sicché l’intero Nuovo Testamento è strutturato da un «già e non ancora». C. H. Dodd propose un’escatologia realizzata, in cui il Regno è già pienamente presente nel ministero di Gesù, come in Gv 5,24. La posizione prevalente, rappresentata da Ladd e Wright, mantiene la tensione: il Regno è inaugurato ma non ancora consumato.

La questione universalistica

Il destino finale dei non cristiani resta fra le questioni più controverse. L’esclusivismo sostiene che salvi solo la fede esplicita in Cristo (Mt 7,13-14; Gv 14,6; At 4,12). L’inclusivismo ammette che la salvezza di Cristo raggiunga chi non lo ha esplicitamente confessato, come nei «cristiani anonimi» di Rahner. L’universalismo sostiene che tutti saranno infine salvati (Rm 5,18-19; 1 Cor 15,28); Barth in Dogmatica ecclesiale II/2 non lo afferma né lo esclude. L’annichilazionismo, difeso da alcuni evangelicali, sostiene che i perduti cessino di esistere.

Bibliografia

  • McGrath, Alister E. Iustitia Dei. 4ª ed. Cambridge: Cambridge University Press, 2020.
  • Cullmann, Oscar. Cristo e il tempo. Bologna: EDB, 2005.
  • Sanders, E. P. Paolo e il giudaismo palestinese. Brescia: Paideia, 1986.
  • Wright, N. T. Sorpresi dalla speranza. Torino: Claudiana, 2011.

Verifica — La salvezza a confronto

Che cosa intende E. P. Sanders per «nomismo dell’alleanza»?

  • Una dottrina medievale del merito di condegno
  • Che si entri nell’alleanza per grazia e vi si rimanga per obbedienza, sicché il giudaismo del Secondo Tempio non è religione del merito
  • Il sistema delle indulgenze denunciato da Lutero
  • La dottrina arminiana della grazia preveniente

Sanders, Paolo e il giudaismo palestinese (1977)