Confessioni a confronto
Il cattolicesimo
Teologia cattolica: autorità, dogmi post-tridentini, Vaticano II
Il cattolicesimo romano è la maggiore tradizione cristiana, con circa 1,3 miliardi di fedeli. La sua autocomprensione è ecclesiologicamente normativa: la Chiesa cattolica è la Chiesa di Cristo nella sua pienezza istituzionale e sacramentale.
Scrittura, Tradizione e Magistero
Tre pilastri la sostengono. La Sacra Scrittura è ispirata e canonica. La Tradizione apostolica è trasmessa come realtà vivente nella vita della Chiesa. Il Magistero, il papa con i vescovi in comunione con lui, interpreta autenticamente Scrittura e Tradizione, e lo fa infallibilmente nelle definizioni ex cathedra. Trento nel 1546 e il Vaticano I nel 1870 hanno dato forma a questa struttura.
La sola Scriptura nega che Tradizione e Magistero siano fonti autonome di rivelazione: stanno sotto l’autorità della Scrittura come norma normans. Le tradizioni possono errare, e i concili possono errare, come Lutero sostenne a Lipsia nel 1519. La Chiesa riconosce la Scrittura, non la costituisce. Westminster I §4 fonda l’autorità scritturistica in Dio soltanto.
L’Ortodossia accetta Scrittura e Tradizione ma respinge il Magistero papale come organo interpretativo infallibile. La ricezione da parte del popolo di Dio è il criterio della verità conciliare: Firenze nel 1439 fu respinto dai fedeli ortodossi malgrado le firme dei vescovi. L’infallibilità appartiene alla Chiesa intera, non al papa soltanto.
I dogmi definiti dopo la Riforma
| Dogma | Data | Contenuto | Ricezione protestante e ortodossa |
|---|---|---|---|
| Transustanziazione | Laterano IV, 1215 | Il pane e il vino divengono sostanzialmente corpo e sangue di Cristo, in categorie aristoteliche. | Respinta dai protestanti come fondata su categorie filosofiche prive di base scritturistica. Lutero sostenne l’unione sacramentale, Calvino una presenza spirituale. |
| Giustificazione infusa | Trento, sess. VI, 1547 | La giustificazione è reale trasformazione interiore per infusione di grazia, non mera dichiarazione forense. | Respinta da luterani e riformati, che sostengono la sola fide e l’imputazione forense. La Dichiarazione del 1999 ha raggiunto un consenso parziale. |
| Infallibilità pontificia | Vaticano I, 1870 | Il papa è infallibile quando parla ex cathedra in materia di fede e costumi. | Respinta da protestanti e ortodossi. Per l’Ortodossia è l’ostacolo principale alla riunificazione; per i protestanti attribuisce a un uomo l’autorità della Parola di Dio. |
| Immacolata Concezione | Pio IX, 1854 | Maria fu preservata dal peccato originale fin dal concepimento, per applicazione anticipata del merito di Cristo. | Non ricevuta dai protestanti; discussa in Ortodossia, che non la definisce nel senso romano. |
| Assunzione corporea | Pio XII, 1950 | Maria fu assunta in cielo in corpo e anima; unico dogma definito nel Novecento. | Respinta dai protestanti come priva di fondamento scritturistico. L’Ortodossia celebra la Dormizione senza dogmatizzarne il modo. |
Il concilio Vaticano II (1962-1965)
Convocato da Giovanni XXIII e concluso da Paolo VI, il Vaticano II è l’evento più rilevante del cattolicesimo novecentesco. Non ha definito nuovi dogmi, ma ha riorientato l’autocomprensione della Chiesa nel rapporto con il mondo, con le altre Chiese e con le altre religioni.
| Documento | Oggetto | Contributo |
|---|---|---|
| Dei Verbum (1965) | Rivelazione e Scrittura | Rinnovata centralità della Scrittura; Tradizione e Magistero sono detti al servizio della Parola; i fedeli sono incoraggiati alla lettura biblica. |
| Lumen Gentium (1964) | La Chiesa | La Chiesa come popolo di Dio e Corpo di Cristo; sacerdozio comune dei fedeli; collegialità episcopale; la Chiesa di Cristo «sussiste in» anziché semplicemente «è» la Chiesa cattolica. |
| Gaudium et Spes (1965) | La Chiesa nel mondo contemporaneo | Dialogo con la modernità, le scienze e l’ateismo; promozione della giustizia sociale; dignità della persona umana. |
| Unitatis Redintegratio (1964) | Ecumenismo | I cristiani separati sono riconosciuti fratelli in comunione imperfetta; il movimento ecumenico è approvato. |
| Nostra Aetate (1965) | Religioni non cristiane | Ripudio della colpa collettiva ebraica per la morte di Cristo; riconoscimento di valori nelle altre religioni. |
| Sacrosanctum Concilium (1963) | Liturgia | Riforma liturgica: lingue volgari, partecipazione attiva dei fedeli, semplificazione dei riti. |
La disputa ermeneutica postconciliare
Il Vaticano II ha suscitato un’ermeneutica controversa. Un’«ermeneutica della rottura», cara ai progressisti, ritiene che il concilio abbia rotto con la tradizione precedente. Un’«ermeneutica della continuità», formulata da Benedetto XVI nel 2005, sostiene che il concilio vada letto entro l’insieme della Tradizione cattolica. Il magistero di Giovanni Paolo II e di Benedetto XVI ha optato esplicitamente per la seconda. Il pontificato di Francesco ha introdotto accenti nuovi, in particolare la sinodalità e l’ecologia di Laudato si’ (2015).
Bibliografia
- Enchiridion Vaticanum, vol. 1. Bologna: EDB, 1993.
- Ratzinger, Joseph. Teoria dei principi teologici. Brescia: Morcelliana, 1982.
- Alberigo, Giuseppe, a cura di. Storia del concilio Vaticano II. 5 voll. Bologna: Il Mulino, 1995-2001.
- Sullivan, Francis A. Il magistero nella Chiesa cattolica. Assisi: Cittadella, 1986.
Verifica — Il cattolicesimo
Che cosa afferma il decreto tridentino De canonicis Scripturis (1546)?
- Che la sola Scrittura è regola di fede
- Che Scrittura e Tradizione apostolica sono accolte con pari sentimento di pietà e riverenza
- Che la Tradizione prevale sulla Scrittura in caso di conflitto
- Che il canone ebraico è da preferirsi ai Settanta
Trento, sess. IV: pari pietatis affectu ac reverentia (DH 1501)