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Prolegomeni

Fondamenti

Rivelazione, canone e autorità, ermeneutica, metodo teologico

La teologia comincia dalla questione della rivelazione: in che modo Dio si fa conoscere? La risposta governa tutto ciò che segue: la dottrina della Scrittura, l’ecclesiologia e lo stesso metodo teologico.

Rivelazione generale e speciale

TipoContenutoPortataTesti
Rivelazione generaleDio si manifesta mediante la creazione, la coscienza morale e la storia, accessibile a tutti.Sufficiente a rendere l’uomo inescusabile (Rm 1,20), insufficiente alla salvezza.Sal 19,2-5; Rm 1,18-20; 2,14-15; At 14,17; 17,26-28
Rivelazione specialeDio si rivela mediante la sua Parola: i profeti, la Scrittura e soprattutto l’incarnazione del Figlio.Unica via di salvezza; Cristo è la rivelazione definitiva (Eb 1,1-2).Eb 1,1-2; Gv 1,18; 14,9; 2 Tm 3,16-17

La controversia Barth-Brunner del 1934

Emil Brunner pubblicò nel 1934 Natur und Gnade, difendendo un «punto di contatto» (Anknüpfungspunkt) fra l’uomo naturale e la rivelazione: l’imago Dei sussisterebbe formalmente dopo la caduta, rendendo l’uomo capace di udire la Parola. Barth rispose con Nein! Antwort an Emil Brunner, un rifiuto categorico: ogni teologia naturale apre la porta ad altre «rivelazioni», nel Volk, nella razza, nella storia, che è precisamente l’errore dei «cristiani tedeschi». Il contesto del 1934, l’anno di Barmen, spiega la veemenza dello scambio. La teologia riformata classica (Calvino, Istituzione I.3-5) ammette un sensus divinitatis naturale, insistendo però che il peccato lo corrompe in idolatria.

Il canone e l’autorità della Scrittura

Formazione del canone

TappaDataContenuto
Canone di Marcioneca. 140Un Luca espurgato e dieci lettere paoline, con rifiuto totale dell’Antico Testamento. Provocò la reazione della Chiesa.
Frammento muratorianoca. 170-200La più antica lista canonica conservata: quattro vangeli, Atti, tredici lettere paoline, Giuda, 1-2 Giovanni, Apocalisse.
Origene, EusebioIII-IV secoloDistinzione fra homologoumena, ricevuti da tutti, antilegomena, contestati (Ebrei, Giacomo, 2 Pietro, 2-3 Giovanni, Giuda), e notha, spuri.
Atanasio, XXXIX Lettera festale367Prima lista dei ventisette libri del Nuovo Testamento quali oggi li conosciamo.
Concili di Ippona e Cartagine393, 397Conferma del canone in Occidente.

La questione dei deuterocanonici

I libri deuterocanonici (Tobia, Giuditta, Sapienza, Siracide, Baruc, 1-2 Maccabei, con le aggiunte a Daniele ed Ester) figurano nei Settanta ma non nel canone ebraico masoretico. Trento li dichiarò canonici nel 1546. I protestanti seguono il canone ebraico e li classificano come apocrifi: utili da leggere, ma non normativi per la dottrina (art. VI dei Trentanove Articoli; Westminster I §3). L’Ortodossia li riceve come anagignoskomena, «da leggersi», con statuto lievemente inferiore ai protocanonici.

«I libri comunemente detti apocrifi, non essendo di ispirazione divina, non fanno parte del canone della Scrittura; non hanno pertanto alcuna autorità nella Chiesa di Dio e non devono essere approvati né usati altrimenti che come scritti umani.»
Confessione di Westminster I §3 (1647)

Ermeneutica: i principi dell’interpretazione

PrincipioFormulazioneOrigine
Scriptura sui ipsius interpresLa Scrittura interpreta se stessa: i passi oscuri sono illuminati da quelli chiari.Lutero, Assertio omnium articulorum (1520)
Analogia fideiOgni interpretazione dev’essere coerente con l’insieme dell’insegnamento scritturistico (Rm 12,6).Westminster I §9
Il senso letteraleIl senso inteso dall’autore nel suo contesto grammaticale e storico: non un letteralismo piatto, ma il senso proprio del genere letterario impiegato.La Riforma, contro il quadruplice senso medievale
Perspicuità (claritas)La Scrittura è sufficientemente chiara in ciò che è necessario alla salvezza per essere compresa dal credente comune.Lutero, De servo arbitrio (1525); Westminster I §7
Testimonium Spiritus SanctiLo Spirito Santo attesta interiormente l’autorità divina della Scrittura: la certezza non è né razionale né ecclesiastica.Calvino, Istituzione I.7.4-5

Il quadruplice senso medievale

Il metodo medievale distingueva il senso letterale o storico, l’allegorico, ciò che si deve credere, il tropologico, ciò che si deve fare, e l’anagogico, ciò che si deve sperare, riassunti nel distico Littera gesta docet, quid credas allegoria, moralis quid agas, quo tendas anagogia. I riformatori lo respinsero come arbitrario: consente di far dire al testo qualunque cosa e sottrae la Scrittura al lettore comune. Il senso letterale-storico ridivenne normativo.

Il metodo teologico e le sue fonti

ModelloFontiGerarchia
Sola Scriptura (riformato)La sola Scrittura come norma normans non normata; tradizione, ragione ed esperienza sono strumenti subordinati.Scrittura ≫ confessioni > tradizione > ragione
Quadrilatero wesleyanoScrittura, tradizione, ragione ed esperienza in dialogo, con il primato della Scrittura.Scrittura > tradizione = ragione = esperienza
CattolicoScrittura e Tradizione apostolica, autenticamente interpretate dal Magistero.Il Magistero interpreta Scrittura e Tradizione, poste su piano paritario
OrtodossoLa Tradizione, di cui la Scrittura è il cuore: liturgia, Padri, concili, icone e vite dei santi formano un tutto indivisibile.Tradizione vivente e onnicomprensiva; ricezione da parte della Chiesa

Le quattro discipline teologiche

La teologia accademica si articola classicamente in quattro discipline. La teologia biblica comprende l’esegesi e la teologia dell’Antico e del Nuovo Testamento nella loro diversità storica. La teologia sistematica o dogmatica articola coerentemente la dottrina cristiana. La teologia storica tratta la storia della Chiesa e dei dogmi. La teologia pratica comprende omiletica, catechetica, liturgica, cura pastorale e missiologia. Il rapporto fra teologia biblica e dogmatica resta permanentemente controverso: la dogmatica impone le proprie categorie al testo, oppure è l’esegesi a fornire il materiale della dogmatica?

Bibliografia

  • Calvino, Giovanni. Istituzione della religione cristiana I.1-9 (1559). Torino: UTET, 1971.
  • Barth, Karl e Emil Brunner. Natura e grazia. Torino: Claudiana, 1971.
  • Metzger, Bruce M. Il canone del Nuovo Testamento. Brescia: Paideia, 1997.
  • Bavinck, Herman. Reformed Dogmatics. Vol. 1: Prolegomena. Grand Rapids: Baker Academic, 2003.

Verifica — Fondamenti

Qual è la tesi di Barth in Nein! (1934) contro Brunner?

  • Che l’imago Dei sussista formalmente dopo la caduta
  • Che ogni teologia naturale apra la porta ad altre «rivelazioni»: Volk, razza, storia
  • Che la rivelazione generale basti alla salvezza dei non cristiani
  • Che la Scrittura vada demitizzata per parlare all’uomo moderno

Barth, Nein! (1934); il contesto di Barmen